Parco archeologico naturalistico Cava Ranieri e valorizzazione delle Ville Romane | Terzigno
Luogo d’intervento: Terzigno (NA)
Committente: Comune di Terzigno (NA)
Progetto: 2024 | in corso
Gruppo di Progettazione: RTP: Capogruppo Arch. Pasquale Miano; Arch. Gennaro Piscopo; Arch. Veronica De Falco; Arch. Ugo Picciau; Ing. Giancarlo Ramaglia; Ing. Gianfranco Autorino; Arch. Chiara Barone; Arch. Ilaria Domenica Iazzetta
Studi specialistici:
studi archeologici: Archeol. Ilenia Tamburro
studi geologici: Geol. Geosafatte Nocerino
studio sulla biodiversità: Arch. Luca Boursier
studio di incidenza: Biol. Gabriele De Filippo
rilievo topografico: Geom. Carmine di Sarno
supporto espropriazione: Arch. Teresa Russo
Il progetto per il parco “Cava Ranieri e Valorizzazione delle Ville romane a Terzigno” mira a tutelare l’inestimabile valore culturale e testimoniale rappresentato dal patrimonio archeologico di Cava Ranieri, inserito in un contesto geologico e naturalistico unico nel suo genere. Il processo di valorizzazione del sito è basato su una a strategia orientata a costruirne una maggiore attrattività, tramite la promozione di un turismo di qualità, che renda il parco uno spazio verde aperto alla città contemporanea e interconnesso ai flussi turistici del Parco del Vesuvio e del Parco archeologico di Pompei con le numerose ville archeologiche diffuse all’interno dell’intero agro vesuviano.
L’area di Cava Ranieri risulta essere un sito di straordinario interesse per numerosi aspetti, tra i quali quello geologico, paesaggistico, agronomico, faunistico e archeologico. Da un punto di vista paesaggistico, l’area si presenta come un grande scavo a cielo aperto alle pendici del cono Vesuvio-Monte Somma, dove l’elemento naturale sta gradualmente riappropriandosi del sito dopo le mutilazioni subite per effetto dell’attività estrattiva. Parallelamente, assume una grande importanza la forte valenza botanico-vegetazionale dell’area, caratterizzata dalle particolari specie agronomiche dei paesaggi vulcanici unitamente alle specie faunistiche di pregio. Aspetto non trascurabile è la caratterizzazione geologica del sito che, attraverso i grandi tagli generati nei decenni dagli interventi di cava, si presenta sempre come un vero e proprio spaccato a cielo aperto della stratigrafia del suolo nell’area vesuviana.
Da un punto di vista archeologico, le indagini di scavo all’interno di Cava Ranieri, condotte a partire dal 1981, hanno portato all’individuazione di quattro ville rustiche di età romana distrutte dall’eruzione del 79 d.C. inquadrabili topograficamente nell’ambito del fertilissimo Ager Pompeianus, di cui il sito costituiva il limite nord-ovest comprendente anche le pendici del versante sud-ovest del Vesuvio. Si tratta di ville rustiche scoperte, vere e proprie aziende vinicole dove si produceva il Vesvinum vinum, collocate su terrazze naturali degradanti verso sud-ovest alle pendici del Vesuvio. L’area senza dubbio appartiene al suburbio pompeiano, abitata fin dal II secolo a.C., ma a differenza della città di Pompei, qui la componente naturalistica e paesaggistica prende il sopravvento determinando una tipologia di villa in cui pars urbana e pars rustica coesistono, integrandosi perfettamente con la natura circostante, mediante spazi come l’hortus e l’aia, connessi a ciascuna abitazione, dove avveniva la coltivazione di generi di prima necessità. Difatti, l’elemento distintivo dei manufatti archeologici qui rinvenuti è la presenza di un quartiere produttivo, pars fructuaria, legato all’attività agricola con l’imponente presenza di un’ampia cella vinaria dotata di dolia defossa per la produzione di vino.
In questo scenario, il progetto per il Parco archeologico naturalistico di Cava Ranieri si impernia sulla costruzione di un disegno unitario e coerente con l’articolazione e l’eterogeneità delle aree e degli elementi che strutturano il sito, mirando a valorizzarne ogni singola peculiarità. Il progetto per Cava Ranieri è un progetto aperto, concepito come una strategia in divenire, che può accogliere nel tempo futuro altri scenari possibili in funzione di priorità, disponibilità e fonti di finanziamento.
Il parco di cava Ranieri è concepito come un grande spazio aperto pubblico a servizio della collettività che coniuga e tiene insieme diversi significati del “parco” contemporaneo, declinati attraverso differenti temi progettuali. I principali temi di progetto sono stati suddivisi per aree, sud, centrale e nord, ciascuna delle quali vede declinato in modo differente il progetto nel rispetto della complessità delle singole aree, pur mantenendo una coerenza compositiva che ritorna nelle differenti soluzioni architettoniche. A tenere insieme le diverse aree è il sistema connettivo, costituito da un percorso principale, ovvero la spina dorsale del parco, e dai percorsi secondari che accompagnano ai differenti punti di interesse naturalistici e/o archeologici.
Il sistema connettivo si può sinteticamente dire costituito da:
– Percorso archeologico e naturalistico principale, che di fatto ricalca la traccia dell’attuale percorso di attraversamento longitudinale del parco, mettendo in rete le aree archeologiche delle tre ville rustiche che il presente progetto intende riportare alla luce;
– Percorsi secondari pedonali a carattere naturalistico e archeologico;
– Aree e punti per la sosta, l’ombra e l’osservazione di particolari punti di pregio, sia archeologici che geologici, del parco;
– Percorso ciclabile realizzato con corsia dedicata lungo il percorso archeologico e naturalistico principale;
– Passerelle di accesso agli infopoint e all’area delle ville archeologiche.
Un tema di notevole interesse affrontato insieme ai percorsi principali e gli accessi al parco, è quello delle recinzioni, prevedendo oltre le recinzioni esistenti, l’inserimento in alcune aree verdi del parco di una recinzione di progetto, realizzata in pali di castagno conficcati nel terreno e una rete metallica, in continuità con i materiali utilizzati per le installazioni e l’allestimento dei punti di sosta interni al parco. A tal proposito, il progetto prevede l’innesto puntuale di microstrutture, installazioni di progetto come sedute, totem, bacheche espositive, espositori utili per favorire una accurata conoscenza del luogo, dal punto di vista geologico, naturalistico e archeologico. Le installazioni sono state progettate tutte come una deformazione formale dell’albero, un rinverdimento che non è solo naturalistico, quanto anche concettuale e di progetto, garantendo un graduale rifiorire dell’area della Cava Ranieri. Gli elementi di allestimento diffusi nelle differenti aree tematiche del parco, sono tutti pensati come removibili e smontabili. I materiali utilizzati sono l’acciaio brunito e il legno, in continuità con gli altri elementi di progetto del parco.
L’area a nord del parco, comprendente anche l’area di recente bonifica molto vicina all’ingresso da via Marconi, è interessata dalla presenza di un parcheggio, di un blocco infopoint-servizi e dal bikepoint. L’area sud è strutturata in maniera complementare all’area a nord, comprendendo un parcheggio, per auto e bus, un bikepoint e un infopoint con servizi.
Il progetto di valorizzazione della Villa 6 e della Villa 2 è sviluppato a partire da una attività di scavo, garantendo la conservazione e la fruibilità del sito, tramite la realizzazione di coperture, unitamente a percorsi di attraversamento esterni ed interni all’area. Per quanto riguarda la villa 6, il visitatore è, infatti, accompagnato direttamente all’interno del patio, unico ambiente anticamente scoperto e punto di contatto tra la pars fructuaria e la pars urbana, attraverso l’innesto della passerella realizzata in grigliato metallico su piedini telescopici. Tale pavimentazione, completamente removibile e rispettosa delle pavimentazioni antiche, garantisce il superamento delle barriere architettoniche con lievi pendenze che permettono l’accesso diretto, a tutti, al centro della villa. Insieme al progetto dello scavo archeologico e dell’accessibilità alla villa, fondamentale è il progetto per la protezione e la copertura delle rovine. I pilastri in acciaio supportano una copertura di teli PTFE completamente removibili e sostituibili, in grado di resistere molto bene alle alte temperature e alla pioggia. Ad enfatizzare gli ambienti archeologici più importanti è, inoltre il progetto illuminotecnico, che prevede un’illuminazione diffusa mediante profili strip led al di sotto delle travi di copertura, e lungo i parapetti della passerella in grigliato metallico, ma anche un’illuminazione diffusa all’interno di alcuni ambienti specifici, come la cucina con larario, dove l’ausilio di dispositivi digitali proiettivi consente di riportare virtualmente in situ gli antichi affreschi smontati e conservati all’interno del museo. Per quanto riguarda la villa 2, l’accesso interno è garantito da passerelle metalliche coerenti con il progetto della villa 6. L’idea è quella di un percorso che garantisce l’accesso alla villa lungo l’asse del vestibulum; la passerella risale il fronte nord-est, leggermente pendente, configurandosi come un taglio nel suolo, poco impattante formalmente, ma realmente utile ad enfatizzare l’asse d’ingresso alla villa. Due sono gli assi principali lungo i quali si è deciso di intervenire con questa tipologia di percorso: una prima passerella metallica si colloca lungo l’asse del vestibolo, antico accesso alla Villa 2. Il secondo asse ha un carattere decisamente mirato alla fruibilità della pars rustica della villa.






