Concorso Stazione Materdei.

Luogo d’intervento: Comune di Napoli (NA)

Progetto: 2019

Progettisti: Tecnosistem Spa (Capogruppo); S.I.A. Servizi per ingegneria e ambiente; Pasquale Miano; Associazione professionale “Giovani Architetti per la Sanità”

In risposta a quanto richiesto dal bando di concorso, è stata elaborata un’ipotesi progettuale tesa a conservare, consolidare e valorizzare la cavità tufacea, preziosa e misteriosa, delineando un percorso di luci e di ombre nelle viscere di Napoli attraverso l’alternarsi di illuminazione artificiale e
naturale.
La necessità di collegare la cavità n.82 alla stazione metropolitana di Materdei definisce un lungo percorso interno di attraversamento su cui si innesta una ampia “piazza ipogea”, suggerita dalla naturale articolazione interna della cavità tufacea. Il tracciato di collegamento si sviluppa, dunque, a partire dal quartiere Sanità in spazi interni continui, articolati in un primo tratto di ingresso realizzato mediante un taglio baricentrico nel corpo della gradonata di via Alessandro Telesino ed un secondo tratto lungo il ramo principale della cavità preesistente, completati da nuovi scavi di connessione con la quota delle banchine di stazione. L’elemento che segna l’ingresso si materializza in una lamina di acciaio corten che taglia la scala di via Telesino e diventa protagonista di un suggestivo scenario che invita l’utenza ad intraprendere una discesa nel sottosuolo: il varco introdotto consente di accedere alle cavità mediante un camminamento in quota che, di fatto, prosegue attraverso la piazza ipogea e lungo il tunnel di nuova realizzazione, su cui si innesta il sistema di collegamenti verticali fissi e meccanizzati alla quota di banchina esistente.

Il progetto di consolidamento, recupero e allestimento delle cavità e di realizzazione dei nuovi tratti ipogei declinano in modo differenziato il tema del rapporto tra luci e ombre che è stato posto alla base dell’impostazione progettuale. All’interno della galleria tufacea la luce naturale entra attraverso il recupero di antichi pozzi per l’estrazione del tufo come “pozzi di luce” lasciando leggere i chiaroscuri propri delle superfici in pietra, mentre lungo i tratti di nuova realizzazione la luce si fa artificiale, generando un’immagine di grande galleria contemporanea animata da istallazioni luminose. L’uso differenziato della luce traduce e enfatizza il tema del “trapasso” da una condizione all’altra, caratteristica del rione Sanità in cui si innesta, dal chiarore diurno urbano al gioco di luci ed ombre del sottosuolo.

Ulteriore elemento di distinzione tra le due tipologie di tracciati, deriva dalla diversa interpretazione del tufo come materiale della costruzione. Nella galleria esistente la pietra naturale è lasciata a vista, esaltando e valorizzando le venature e la stratificazione attraverso chiaroscuri naturali generati dai lucernari zenitali. Diversamente, nei tratti di nuova realizzazione, risultato di un’operazione di ulteriore svuotamento del banco naturale, si ha una rilettura in chiave contemporanea del materiale tufaceo. In corrispondenza di questi tratti, difatti, si introduce una successione di pieni e vuoti rappresentata da “scaglie” di tufo a quote differenti che disegnano l’introdosso dello scavo e che, integrati dal sistema di illuminazione artificiale, generano pozzi di luce artificiale in punti strategici del percorso.

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